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Aggiornamenti algoritmo di Google: come affrontarli

Se gestite un sito web vi sarete sicuramente accorti che il vostro traffico subisce spesso cambiamenti. Può calare o aumentare anche in modo drastico da un mese all’altro e se un giorno vi ritrovate in prima pagina, quello successivo potreste trovarvi addirittura nella quarta. Perché? Google effettua degli aggiornamenti periodici al proprio sistema di ricerca, a volte piccoli e a volte grandi. A volte non li annuncia neanche. 

Questa abitudine da parte dell’azienda americana ha pro e contro. Se da un lato consentono una migliore fruizione dei contenuti da parte degli utenti, dall’altra possono causare danni enormi alle aziende locali. Non parliamo solo di un declassamento improvviso dei siti ma anche di totale sparizione dai risultati di ricerca. Tutto ciò, per i non addetti ai lavori, può diventare estremamente problematico. 

Giusto per farvi un esempio, uno degli ultimi aggiornamenti dell’algoritmo ha colpito siti dedicati a medicina e benessere. Questo perché in Google ritengono che solo specialisti competenti e autorevoli debbano dispensare consigli e prescrivere farmaci ai pazienti. Da qui la botta ricevuta da tantissimi portali non gestiti da medici. 

Cosa fare allora? Dal momento che Google è imprevedibile come uno tsunami, bisogna sempre tenersi pronti. Per gestire imprese online e curare le vetrine delle proprie attività diventa essenziale evolversi costantemente. Se una strategia sul web funziona oggi non è detto che lo faccia anche domani. Nel mercato attuale chi innova viene premiato, chi rimane fossilizzato su vecchi schemi ha la peggio. 

E dal momento che la piattaforma utilizzata è, nella stragrande maggioranza dei casi, Google, se ne richiede una comprensione approfondita e continuativa. Non a caso tutte le aziende leader nel proprio settore si rivolgono a servizi come WebSeo, in grado di fornirgli strumenti e supporto necessari a vincere la grande battaglia del web. Sottovalutarne l’importanza significa rischiare di perdere ogni traccia di competitività. In poche parole, diventare irrilevanti sulla rete.

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